Sibari e la costa dei tre miti

Villapiana

Anticamente conosciuta come Leutermia, nome che mantenne fino al IX secolo, fu distrutta in un’incursione saracena. Ricostruita con il nome di Casalnuovo vide il susseguirsi di dominazioni: longobardi, bizantini e normanni. Nel XV secolo furono al governo del piccolo borgo i Sanseverino di Salerno. A questo periodo risale la costruzione della torre difensiva conosciuta come
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Trebisacce

Affacciata sul mar Jonio c’è Trebisacce il cui nome deriva da Trapezakion che ha il significato di “tavoliere posto su un’altura o pianoro”. Il centro storico presenta una cinta muraria risalente al 1538. Tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo viene costruita la Chiesa Madre, edificata in pieno periodo bizantino. Particolare è la cupola della chiesa,
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San Lorenzo Bellizzi

San Lorenzo Bellizzi è l’accesso ideale se si vuole visitare il Parco Nazionale del Pollino, trovandosi al centro del versante calabrese del Parco. Il suo territorio ospita alcune delle vette più alte di tutto il Meridione e vanta luoghi suggestivi come le Gole del Raganello. Diversi gli itinerari naturalistici che si dipartono dal piccolo borgo
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Roseto Capo Spulico

Città satellite della grande Sibari e poi sotto la dominazione romana Roseto emerse solo in epoca bizantina, ma ancor di più in epoca normanna quando si trovò ad essere cerniera tra i due regni di Ruggero d’Altavilla e di Roberto il Guiscardo. Fu proprio quest’ultimo che fece costruire, nel 1085, il Castrum Roseti intorno al
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Rocca Imperiale

Ultimo paese della Calabria dell’Alto Jonio, Rocca Imperiale è conosciuto per la bontà dei suoi limoni a marchio I.G.P. esportati in tutta Italia e per la bellezza del suo centro storico disposto a gradinata ai piedi del castello federiciano. Edificato tra il 1220 ed il 1225, il castello sorge sulla collina tra i torrenti Canna
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Plataci

Sul versante orientale del gruppo del Pollino è situato il centro abitato di Plataci, caratterizzato dalla forte appartenenza arbëreshë. Secondo alcuni studiosi qui avrebbero trovato asilo gli abitanti della regione albanese di Gramsh da cui si è originato il cognome Gramsci le cui famiglie hanno dato vita nel tempo agli antenati del politico italo-albanese Antonio.
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Oriolo

Su uno sperone di arenaria cementata, con lo sguardo sulla valle del Ferro, sorge Oriolo. Da lì sopra può osservare il fiume che dona il nome alla valle e che un tempo era noto come Acalandro, confine fra la Sibaritide e la Siritide. La città fortificata che possiamo vedere ancora oggi venne costruita per difendersi
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Nocara

Varie sono le leggende legate a Nocara, c’è chi ritiene che sul Piano della Noce potrebbe trovarsi la grotta in cui ciclope Polifemo tenne prigioniero Ulisse, c’è chi rivendica la discendenza da Epeo e quindi localizza nell’attuale Nocara la mitica città di Lagaria fondata appunto dall’eroe acheo di ritorno dalla guerra di Troia. Il piccolo
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Montegiordano

La nascita di Montegiordano risale al 1645 per volere di Alessandro Pignone del Carretto, principe di Alessandria e marchese di Oriolo. Quest’area, tuttavia, era stata già interessata da precedenti insediamenti. Sul Piano delle Rose, infatti, esisteva un borgo feudale compreso nel Feudo di Oriolo proprietà dei Sanseverino dal 1440 al 1452. Andando ancora più indietro
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Francavilla Marittima

Ebbe origine nel XVI secolo per volere dei Principi Sanseverino di Bisignano. Il borgo, nel 1806, passò ai Serra, duchi di Cassano e soltanto nel 1911 avrà una propria autonomia. A Francavilla Marittima c’è un patrimonio archeologico molto vasto. In località Timpone della Motta sono emersi reperti risalenti all’VIII secolo a.C. che testimoniano una presenza
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Corigliano Rossano

La storia del comune unico di Corigliano-Rossano è l’unione di due importanti realtà territoriali avvenuta nel 2018 che fanno di questa città la terza più grande della Calabria, dopo Reggio Calabria e Catanzaro e la rendono persino più popolosa del capoluogo di provincia Cosenza. Rossano ha portato nella fusione tutta la sua cultura bizantina, compreso
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Civita

Fra bellezze naturalistiche e radici arbëreshë, nel cuore del Parco del Pollino sorge Civita. Greci, romani, bizantini, saraceni e albanesi hanno abitato le propaggini orientali del Pollino dove si trova Civita. Ed è proprio per l’invasione saracena di Cassano che si deve la fondazione del paese intorno all’anno Mille. Fra il 1470 e il 1492
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Cerchiara di Calabria

Le numerose asce bronzee rinvenute nei siti archeologici della località Balze di Cristo e Lupparello fanno risalire la nascita di Cerchiara di Calabria in un’epoca compresa fra il Paleolitico e l’Età del Ferro. L’attuale centro abitato sarebbe sorto intorno al primo Medioevo, ma ci sono documenti che ne attestano l’esistenza all’epoca bizantina, indicato con il nome
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Castroregio

Bashkia è il nome arbëreshë di Castroregio. Un paese dove la doppia identità e la doppia lingua sono diventate una caratteristica attrattiva oltre che un valore identitario molto forte. Gli albanesi arrivarono qui nel Cinquecento e vi si insediarono lasciando tracce ancora visibili. Basti pensare al rito delle nozze, detto “martesia”, dove al passaggio degli
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Cassano allo Ionio

Il nome di Cassano allo Ionio è legato a filo doppio con quello di Sibari e i suoi importantissimi scavi archeologici ma, proprio secondo gli storici, il nucleo centrale di Cassano è più antico della stessa Sibari. Nelle Grotte di Sant’Angelo, infatti, si trovano le prime tracce di insediamenti umani risalenti al Neolitico. Andando avanti
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Canna

La storia di Canna è legata a quella di Nocara. C’era, infatti, nel Quattrocento un gruppo di case che sorgeva distanziato dal gruppo abitativo di Nocara. Qui si sviluppò il paese che conosciamo oggi come feudo della famiglia Sanseverino, poi dei conti Lauria per finire alla famiglia Loffredo. Le famiglie signorili di Nocara vissero a
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Amendolara

Il nome di Amendolara si rintraccia nella sua antica produzione di mandorle. Amendolara, infatti, trae origine dalla parola latina amygdalaria, mandorli. L’archeologia (qui c’è il museo dedicato all’archeologo Vincenzo Laviola) ci parla di tracce dell’uomo sia nel periodo neolitico che in quello protostorico con gli enotri che si insediarono lì dove oggi è il Rione
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Alessandria del Carretto

Alessandria del Carretto, piccolo borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, è situata a 1000 m di altezza ed è dominata dalla maestosità del monte Sparviere. Il paese è noto a tutti per la sua tradizionale Festa della Pita. La festa dell’Abete, o della Pita appunto, che prende vita l’ultima domenica di aprile e
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Albidona

Tracce di Albidona si hanno già nel 1106 ed emergono in un documento di avvenuto scambio di un baratto che aveva luogo fra i piedi del Pollino e l’Alto Jonio cosentino dove risiede oggi il paese. In realtà Albidona potrebbe essere già esistita a partire dall’anno Mille ma, secondo gli storici, l’incisione ritrovata nella chiesa